Cooperazione nella Puna argentina

COOPERAZIONE NELLA PUNA ARGENTINA

Titolo del progetto: Generazione e consolidamento di cooperative nella Puna Argentina

Luoghi di svolgimento dell’intervento: Argentina, San Salvador de Jujuy, Salinas Grandes

Durata del progetto: 38 mesi (15/12/2008 – 15/02/2012).

Partner locale: Vescovado di Jujuy, Caritas diocesana Jujuy

Partner in Italia: CEFA Bologna

Il “Progetto di generazione e consolidamento di imprese cooperative della Puna Argentina” e’ un progetto che da 3 anni si implementa in 4 comunità dell’area di Salinas Grandes (a 3.600 mslm) nella provincia di Jujuy (estremo nord argentino).
Le principali attività svolte hanno come obiettivo l’appoggio e rafforzamento produttivo ed istituzionale di gruppi di produttori e produttrici in varie aree di lavoro peculiari della Puna: estrazione del sale; artigianato tessile andino; agricoltura e turismo rurale comunitario.
In particolare i settori del turismo rurale comunitario, agricoltura biologica e produzione di artigianato tessile andino si complimentano tra loro nell’arricchimento del potenziale che l’offerta turistica a livello comunitario può offrire. L’area di Salinas Grandes presenta una ricchezza geologico/paesaggistica, archeologica, antropologica e naturalistica che la rendono un attrattivo turistico importante nella provincia, almeno potenzialmente. Si è lavorato fortemente coi gruppi di giovani delle comunita’ su temi formativi di guida turistica, pronto soccorso, conoscenza del territorio nel “racconto” al turista, accoglienza e gastronomia andina, ma ad un certo punto si è reso inevitabile la necessità di poter contare con infrastrutture che supportassero il potenziale di risorse umane che si stava entusiasticamente formando ed organizzando. Ragion per cui in 2 comunità, El Moreno e Carrizal, ad alta vocazione turistica per la presenza di bellissimi circuiti di trekking e della cima andina del Chani (già meta di scalatori di tutto il mondo) si è investito nella costruzione/ristrutturazione di 2 “centri di accoglienza turistica” che potessero garantire un luogo fisico di incontro per i viaggiatori o gruppi di turisti con possibilità di registrarsi, visionare l’offerta turistica (ed artigianale), godere di un pranzo andino e servizi sanitari adeguati. La presenza di infrastruttura turistica è la condizio sine qua non per poter promuovere e commercializzare il “prodotto” del turismo rurale nelle agenzie delle provincie di Salta e Jujuy, naturalmente con un chiaro target di turista tipo e rispettando condizioni di mercato equo e solidale per le comunità, che garantiscano ai beneficiari un reddito degno e la possibilità di averlo restando a vivere e lavorare nella propria comunità. Questo è uno dei risultati che il progetto si è prefissato fin dall’inizio: contrastare la migrazione interna (comunità punena/città) per mancanza di opportunità lavorative, una dinamica quella dell’abbandono delle comunità originarie che oltre a creare ulteriori sacche di marginalità urbana sta distruggendo il tessuto di storia e conoscenza della Puna. Basti pensare agli sforzi fatti dal progetto per recuperare i disegni e le tecniche tradizionali del tessere andino o le coltivazioni tipiche autoctone quali quinoa e kiwicha per avere la misura dei danni che già queste migrazioni hanno prodotto nel tessuto comunitario.
Al momento il livello di coesione e formazione dei gruppi di giovani con sui si viene lavorando; il recupero di varie coltivazioni e di campi abbandonati (anche grazie alle ristrutturazioni delle opere idriche comunitarie) che hanno un piccolo mercato interno con prodotti biologici ed autoctoni appetibili nella gastronomia andina che sta prendendo auge; i 3 gruppi di tessitrici che hanno sviluppato un prodotto competitivo e qualitativamente molto buono e possono esporre nei centri; ci forniscono un ottimistico panorama rispetto all’impatto che una buona struttura di accoglienza turistica avrà nelle dinamiche proporzionate dal progetto per lo sviluppo comunitario globale.