Il PCI nel ricordo dei suoi militanti Reggio Emilia 1960-1990.
A 26 anni dal passaggio dal PCI al PDS una nutrita raccolta di testimonianze, storie, biografie, interviste corredata da moltissime fotografie. I personaggi sono importanti figure politiche e istituzionali, ma anche molti semplici militanti, amministratori e funzionari.
A cura di Giuliana Lusuardi e Dumas Iori con la collaborazione di Lorenzo Capitani, Loredana Bertani, Elena Montecchi.
Titolo del programma: Miglioramento dello sfruttamento delle risorse idriche in acqua potabile, riabilitazione delle infrastrutture igieniche e loro gestione da parte delle comunita’ rurali nella Provincia di Kirundo-Burundi
Luoghi di svolgimento dell’intervento: Burundi, Provincia di Kirundo, Comuni di Bugabira, Busoni, Bwambarangwe, Gitobe, Kirundo
Durata del progetto: Avviato nel 2007 – in corso.
Partner locale: ONG CAPRD
Origini: L’ONG GVC presente in Burundi dal 1995 e nella Provincia di Kirundo dal 2000, ha realizzato una serie di programmi di emergenza in differenti settori: socio-sanitario, nutrizione, educazione, sicurezza alimentare, rafforzamento dei servizi di base a vantaggio della popolazione locale, acqua e risanamento. A partire dal 2006 ha iniziato un serie di interventi di sviluppo, sia nella Provincia di Bujumbura Rurale che nella Provincia di Kirundo, in particolare un programma su acqua e risanamento.
Contesto: Il Burundi è uno dei paesi più poveri del mondo e dopo la fine della guerra continua a necessitare dell’aiuto internazionale per ricostruzione. Il tasso di distribuzione di acqua potabile a livello nazionale si aggira intorno al 40% a causa della mancanza di manutenzione delle infrastrutture idrauliche. In ambiente rurale, a livello domestico, la situazione è ancora più allarmante: l’insufficienza dei punti di approvvigionamento di acqua potabile, la loro lontananza e spesso il costo elevato dell’acqua potabile spinge la popolazione a servirsi dell’acqua dei laghi, inquinata da agenti patogeni, che contribuiscono alla diffusione di malattie di origine idrica (colera, dissenteria bacillare, verminosi, ecc).
Questo programma si è posto l’obiettivo di migliorare la qualità dell’acqua nei villaggi selezionati dal progetto e le condizioni sanitarie e igieniche delle popolazioni nella Provincia di Kirundo. Il programma è finanziato dall’Unione Europea, UNICEF e donatori privati.
Dal 2007 ad oggi le principali attività realizzate e obbiettivi raggiunti sono stati Costruzione e ripristino di 326 punti d’acqua (sorgenti, pozzi e sistemi di raccolta di acqua piovana); costruzione di 117 blocchi di latrine (468 latrine individuali) in 27 scuole primarie e 18 centri sanitari, e infine la formazione a 362 comitati di gestione di sorgenti (318), di pozzi e latrine (45) e a 106 persone operai specializzati. Il numero dei beneficiari per i punti d’acqua costruiti o ripristinati è stato quantificato in 346.248 persone; per la componente servizi igienico-sanitari il progetto ha raggiunto 18.770 studenti di scuole elementari e 235.944 persone che frequentano i centri di salute, per un totale di 254.714 persone. La copertura di acqua potabile per persona nei cinque comuni è aumentato attraverso il programma dal 23,2% del 2007 al 38,2% del 2011, tenendo conto dell’aumento della popolazione durante questi anni.
Localizzazione
Gaturanda comune di Bugabira nella provincia di Kirundo
Titolo del progetto: Generazione e consolidamento di cooperative nella Puna Argentina
Luoghi di svolgimento dell’intervento: Argentina, San Salvador de Jujuy, Salinas Grandes
Durata del progetto: 38 mesi (15/12/2008 – 15/02/2012).
Partner locale: Vescovado di Jujuy, Caritas diocesana Jujuy
Partner in Italia: CEFA Bologna
Il “Progetto di generazione e consolidamento di imprese cooperative della Puna Argentina” e’ un progetto che da 3 anni si implementa in 4 comunità dell’area di Salinas Grandes (a 3.600 mslm) nella provincia di Jujuy (estremo nord argentino). Le principali attività svolte hanno come obiettivo l’appoggio e rafforzamento produttivo ed istituzionale di gruppi di produttori e produttrici in varie aree di lavoro peculiari della Puna: estrazione del sale; artigianato tessile andino; agricoltura e turismo rurale comunitario. In particolare i settori del turismo rurale comunitario, agricoltura biologica e produzione di artigianato tessile andino si complimentano tra loro nell’arricchimento del potenziale che l’offerta turistica a livello comunitario può offrire. L’area di Salinas Grandes presenta una ricchezza geologico/paesaggistica, archeologica, antropologica e naturalistica che la rendono un attrattivo turistico importante nella provincia, almeno potenzialmente. Si è lavorato fortemente coi gruppi di giovani delle comunita’ su temi formativi di guida turistica, pronto soccorso, conoscenza del territorio nel “racconto” al turista, accoglienza e gastronomia andina, ma ad un certo punto si è reso inevitabile la necessità di poter contare con infrastrutture che supportassero il potenziale di risorse umane che si stava entusiasticamente formando ed organizzando. Ragion per cui in 2 comunità, El Moreno e Carrizal, ad alta vocazione turistica per la presenza di bellissimi circuiti di trekking e della cima andina del Chani (già meta di scalatori di tutto il mondo) si è investito nella costruzione/ristrutturazione di 2 “centri di accoglienza turistica” che potessero garantire un luogo fisico di incontro per i viaggiatori o gruppi di turisti con possibilità di registrarsi, visionare l’offerta turistica (ed artigianale), godere di un pranzo andino e servizi sanitari adeguati. La presenza di infrastruttura turistica è la condizio sine qua non per poter promuovere e commercializzare il “prodotto” del turismo rurale nelle agenzie delle provincie di Salta e Jujuy, naturalmente con un chiaro target di turista tipo e rispettando condizioni di mercato equo e solidale per le comunità, che garantiscano ai beneficiari un reddito degno e la possibilità di averlo restando a vivere e lavorare nella propria comunità. Questo è uno dei risultati che il progetto si è prefissato fin dall’inizio: contrastare la migrazione interna (comunità punena/città) per mancanza di opportunità lavorative, una dinamica quella dell’abbandono delle comunità originarie che oltre a creare ulteriori sacche di marginalità urbana sta distruggendo il tessuto di storia e conoscenza della Puna. Basti pensare agli sforzi fatti dal progetto per recuperare i disegni e le tecniche tradizionali del tessere andino o le coltivazioni tipiche autoctone quali quinoa e kiwicha per avere la misura dei danni che già queste migrazioni hanno prodotto nel tessuto comunitario. Al momento il livello di coesione e formazione dei gruppi di giovani con sui si viene lavorando; il recupero di varie coltivazioni e di campi abbandonati (anche grazie alle ristrutturazioni delle opere idriche comunitarie) che hanno un piccolo mercato interno con prodotti biologici ed autoctoni appetibili nella gastronomia andina che sta prendendo auge; i 3 gruppi di tessitrici che hanno sviluppato un prodotto competitivo e qualitativamente molto buono e possono esporre nei centri; ci forniscono un ottimistico panorama rispetto all’impatto che una buona struttura di accoglienza turistica avrà nelle dinamiche proporzionate dal progetto per lo sviluppo comunitario globale.
Titolo del programma: Sostegno ai giovani in stato di indigenza e abbandono
Settore: Educazione
Paese/Regione: Bosnia Erzegovina
Partner locali: Ministero Affari Civili dei Cantoni di Tuzla (FBiH), di Podrinje (FBiH) e del Municipio di Doboj (RS). Centri di Servizio Sociale dei Comuni di Gradacac (Cantone di Tuzla), del Comune di Gorazde (Cantone di Podrinje) e del Comune di Doboj (RS).
Enti finanziatori: Ministero degli Affari Esteri, Provincia Autonoma di Bolzano
Data inizio progetto: 1° febbraio 2009
Durata: 36 mesi
Obiettivi: Il progetto vuole contribuire a sostenere e sviluppare il processo di deistituzionalizzazione dei minori privi di tutela genitoriale in Bosnia Erzegovina e interventi di sostegno a favore di giovani in particolare stato di indigenza e abbandono. In particolare il progetto intende rafforzare le iniziative di Affidamento Familiare, sia intra-familiare (famiglia allargata) che etero-familiare (altra famiglia) nei comuni di Gradacac (Federazione della Bosnia Erzegovina – FBiH) e nel Comune di Doboj (Repubblica Srpska – RS) e nel contempo offrire strutture residenziali che favoriscano un migliore sviluppo psico-fisico relazionale per i minori in mancanza di figure genitoriali tramite la realizzazione di un’esperienza pilota di 2 Comunità Educative di Tipo Familiare (C.E.T.F.). Inoltre il progetto vuole ridurre l’abbandono scolastico e sostenere le attività di orientamento e formazione professionale per le ragazze/i, dotati di buone capacità di apprendimento, in particolare stato di indigenza ed abbandono, nel Comune di Gorazde.
Beneficiari: Il progetto è destinato a 20 Minori Affidati e 20 Famiglie Affidatarie, a 20/25 Minori in entrata nelle 2 nuove Comunità Educative di Tipo Familiare (C.E.T.F) realizzate a Gradacac e a Doboj, a 15 Ragazzi e Ragazze, delle scuole secondarie, con un buon profitto scolastico, appartenenti a famiglie particolarmente indigenti nel Villaggio di Ilovaca, Comune di Gorazde, a 295 Ragazze e Ragazzi di Ilovaca e Srebrenica coinvolti in attività educative e ricreative, a 12 Operatori delle Comunità Educative di Tipo Familiare (C.E.T.F.) messi a disposizione dai Centri di Servizio Sociale dei Comuni di Gradacac (FBiH) e Doboj (RS) e al Personale Direttivo, Tecnico e Amministrativo dei Servizi Sociali e delle Associazioni locali di riferimento attive sul territorio nel settore degli Affidamenti Familiari, della protezione dei Minori e delle Politiche Giovanili.
Attività previste:
Individuazione, acquisto e riabilitazione di 2 abitazioni civili per la realizzazione di due piccole Comunità educative di Tipo Familiare (C.E.T.F.) nelle città di Doboj e Gradacac;
Formazione e aggiornamento per il personale locale destinato alle Comunità Educative (C.E.T.F.)
Realizzazione del piano programmatico per gli Affidamenti Familiari nei Comuni di Doboj e Gradacac, attraverso l’elaborazione del programma formativo per gli Operatori e per le Famiglie interessate e il piano per il monitoraggio e la verifica degli Affidamenti Familiari.
Sostegno scolastico e orientamento professionale dei Minori e dei Giovani attraverso la realizzazione di un Centro di Aggregazione Giovanile per i giovani residenti nella comunità remota di Ilovaca con relative attività educative, di orientamento professionae e di animazione; il sostegno alla scolarizzazione per studenti provenienti da famiglie povere e indigenti; la realizzazione di attività culturali e ricreative per giovani nel territorio di Srebrenica.
Rivoluzione, andata e ritorno. Ricordi di un viaggio nell’URSS
Nel 1967 una maxidelegazione della Federazione Giovanile Comunista Italiana viene ospitata in URSS dall’analoga organizzazione sovietica, il Komsomol. Tra i 370 giovani vi erano16 reggiani che, a distanza di 50 anni, condividono i loro ricordi.
Gli autori sono Umberto Bedogni, Gian Franco Boretti, Luciano Casali, Mirco Calzolari, Claudia Casoni, Alfredo Corsi, Franco Ferretti, Dumas Iori, Secondo Malaguti, Angelo Olivi, Vanni Orlandini, Liviana Sacchetti.
Introduzione di Paolo Bonacini, postfazione di Jones Boni.
Documenti e contributi sulla figura di Enrico Berlinguer dalle origini al “mito”. Attualità e letture critiche di un pensiero e un percorso che che hanno segnato un epoca. Un capitolo è dedicato in particolare al rapporto con Reggio Emilia.
Catalogo della mostra di Luigi Ghirri ospitata nella Rocca Estense di San Martino in Rio (Reggio Emilia) dal 7 maggio al 12 settembre 2010 nell’ambito di Fotografia Europea.
Testi di Lorenzo Capitani, Angela Lazzaretti, Sandro Parmiggiani.
Le 24 fotografie che compongono la mostra sono state donate dall’autore alla sezione cittadina del PCI e sono parte integrante del patrimonio della Fondazione Reggio Tricolore.